KANAPA

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1. CANAPA E CANNABIS, QUALE DIFFERENZA?

No. La canapa industriale, pur appartenendo alla stessa famiglia della cannabis, si coltiva utilizzando sementi certificate che garantiscono un basso tenore di THC, cioè il principio attivo psicotropo della pianta, a farla breve non "sballa". Il limite di legge attuale per contenuto di THC nella canapa industriale in Italia è lo 0,6%.

2. È LEGALE?

Chiaramente si, tutto ciò che viene prodotto con seme di canapa industriale e commercializzabile legalmente in qualsiasi nazione al mondo.

3. POSSO COLTIVARE LA CANAPA?

Certo che si, basta procurarsi le sementi certificate e conservarne l'etichetta. Con la nuova legge entrata in vigore il 14 gennaio 2017 non è più obbligatorio fare segnalazione di inizio coltivazione alle forze dell'ordine, si può essere comunque soggetti a controlli da parte di queste ultime.



4. DOVE CRESCE LA CANAPA?

La canapa cresce ovunque, anche sui terreni più "ostili" alle colture. Può essere coltivata anche su terreni inquinati (a patto che non sia di destinazione alimentare) grazie alle sue proprietà fitodepurative, è infatti attualmente utilizzata nella bonifica dei terreni adiacenti ad ILVA e Cernobyl.

5. HA BISOGNO DI MOLTA ACQUA PER CRESCERE?

La canapa preferisce un terreno con aratura profonda ed un discreto apporto idrico, a maggior ragione nelle stagioni poco piovose. Tutta via non necessita (anzi ne soffre) di erbicidi e pesticidi.

6. IN ITALIA VIENE COLTIVATA?

Nel 2016 sono stati coltivati circa 3000 ettari di canapa su territorio Italiano, per un trend che cresce ed è cresciuto del 200% ogni anno negli ultimi 3 anni, questo grazie al bisogno di trovare risorse rinnovabili e sostenibili per il nostro quotidiano, la canapa sta crescendo rapidamente dando vita a nuove filiere ed applicazioni.
Certo una cifra ben lontana dagli otre 90mila ettari che il territorio Italiano vantava tra gli anni 50-60, anni in cui l'Italia era il secondo produttore mondiale di questa materia prima dopo la Russia.

7. COSA SI PUÒ FARE CON LA CANAPA?

Tutto sarebbe la risposta più immediata. Nello specifico possiamo ricavare alimenti dai suoi semi (semi, olii, farine e derivati, birre e bevande), dalla sua fibra, che è la più resistente al mondo, possiamo ricavare carta, tessuti e filati, ma anche bioplastica e materiali per la bioedilizia come mattoni e calce, biocarburanti, in pratica con la canapa potremmo realizzare tutto quello che oggi realizziamo con alberi e petrolio.
Per approfondire gli usi della canapa ti consiglio questo articolo 

8. MA SE CON QUESTA COLTURA POSSIAMO REALIZZARE TUTTI QUESTI PRODOTTI PERCHÈ È STATA ABBANDONATA?

La triste storia di questa pianta ha inizio in America attorno agli anni '30, l'obiettivo era la demonizzazione della canapa per alcuni semplici motivi.
Siamo a ridosso del fallimento di anni di lotta al proibizionismo alcoolico, fenomeno che porta inevitabilmente i capi delle forze armate a porsi una domanda, cosa ce ne facciamo adesso a tutti questi agenti e come possiamo finanziarci? fu facile trovare un valido nemico nella canapa e ciò avvenne anche poiché il più grande investitore della Dupont, azienda che voleva entrare nel mercato con i suoi prodotti petrolchimici, fu messo a capo della narcotici.
La canapa è sempre stato un grosso "rivale" del petrolchimico, poiché l'etanolo di canapa era il carburante più utilizzato e con la canapa oltre che carta e vestiti, si realizzavano automobili, una su tutte la famosa Ford T di Herrison Ford interamente realizzata ed alimentata in canapa.

Basti pensare che prima che questi gentiluomini lanciassero la loro campagna di demonizzazione la canapa in america era utilizzata come moneta di scambio, il governo finanziava gli agricoltori, e la costituzione americana è scritta proprio su carta di canapa.

Seguirono anni di manipolazione dei media e di divieti di utilizzo e produzione di questa pianta (si poteva finire in carcere per il semplice motivo di indossare abbigliamento di canapa) che portarono inevitabilmente al suo abbandono.

Ti consiglio vivamente una lettura del seguente articolo.

9. COS'È LA CANNABIS TERAPEUTICA?

Al momento in Italia la cannabis terapeutica è coltivata presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze denominato Cannabis FM2 e viene rivenduta nelle farmacie dietro prescrizione medica.  
Gli impieghi riconosciuti dal Ministero della Salute ad oggi sono:

  • l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;

  • l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con  farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;

  • l’effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;

  • l’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;

  • l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;

  • la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

È largamente utilizzata nella cura di epilessia farmacoresistente e per il National Cancer Institute sono rilevanti i suoi effetti nella cura del cancro e nell'attivazione di particolari recettori che stimolano le difese immunitarie ed il sistema nervoso centrale.

10. VADEMECUM SULLA CANNABIS

Tante le teorie in merito e gli studi contrastanti, solo negli ultimi anni si stanno studiando in maniera approfondita gli effetti della cannabis sull'organismo, possiamo però valutare alcuni fatti.
Il corpo degli esseri umani è dotato di un sistema endocannabinoide, milioni di ricettori nel nostro organismo che interagiscono con i nostri apparati e che a loro volta generano cannabinoidi, basti pensare che il latte materno è ricco di cannabinoidi, elementi essenziali per lo sviluppo del nostro organismo.
Le sue proprietà curative sono riconosciute in quasi tutti i paesi, e nella maggior parte di questi è possibile curarsi con la cannabis attraverso il sistema sanitario nazionale.
Non si può morire di cannabis, ad oggi le morti per cannabis sono pari a 0, è stato stimato che morire di overdose di cannabis bisognerebbe assumerne 750KG in 15 minuti, le uniche vittime di questa pianta sono quelle derivate da una dispendiosa e stupida lotta al traffico illegale.
Da dipendenza? una droga da dipendenza fisica quando il nostro organismo ne ha sempre più bisogno. Molti studi hanno dimostrato che questo non avviene con la cannabis, crea dipendenza si, ma come o meno di sostanze come caffè e alimenti, sicuramente meno di alcool e tabacco, sostanze legali per le quali invece si registrano milioni di morti ogni anno.
In tutte le nazioni dove la cannabis è stata legalizzata o regolamentata per fini terapeutici e/o ricreativi, si è registrato un abbassamento della criminalità dovuta chiaramente all'azzeramento del traffico illegale, una riduzione del consumo tra i minori, e introiti a sei zeri per le casse dello stato, denaro sottratto alla criminalità.


E quindi, cosa aspettiamo a portare avanti questa rivoluzione verde che gioverebbe al nostro pianeta, alla nostra salute ed al nostro futuro?

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